Economia - Rotondi. “Tabacchine”, ancora nessuna soluzione. Il comune vuole vederci chiaro

Foto Rotondi

ROTONDI – La soluzione della vicenda delle “tabacchine” è ancora lontana. A distanza di diversi giorni dall’ultimo consiglio comunale sull’argomento, infatti, ancora non è stata trovata una soluzione per le decine di lavoratrici dello stabilimento ex ETI, oggi ATI, di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta.
La vicenda è nota: con la privatizzazione del settore, è stata decisa a distanza di un biennio dall’ultimo accordo tra dirigenza e lavoratori la chiusura dell’impianto. Le motivazioni sono molteplici, anche se l’amministrazione comunale rotondese – il comune che subirebbe il danno più grave in termini di ricadute occupazionali – ancora non ha ben chiari fino in fondo quali fossero i motivi che porterebbero alla chiusura. Certamente, si tratta di una ottimizzazione del processo di produzione, dal momento che tutti gli impianti verrebbero trasferiti nello stabilimento di Battipaglia. Il rischio di perdere il lavoro per le ottanta lavoratrici provenienti da vari comuni della Valle Caudina, è quindi molto alto. Al momento la discussione è bloccata, e le speranze di arrivare ad una soluzione indolore sono ridotte praticamente al lumicino.
Ma a finire nel mirino degli amministratori caudini, non c’è soltanto il proprietario dello stabilimento di tabacchi. In una recente intervista rilasciata proprio a questo giornale qualche giorno fa, il vicesindaco Luigi Fevola non aveva esitato ad additare come responsabili della situazione anche i rappresentanti sindacali, “rei” – secondo il numero due del “Quadrifoglio” – di non essere riusciti ad ottenere la stabilizzazione definitiva delle lavoratrici caudine. Non si tratta di una questione da poco, dal momento che le impiegate dell’ATI di Santa Maria Capua Vetere, essendo stagionali, non godono appieno dei benefici di un contratto definitivo. Il rischio, per molte di esse anche vicine all’età della pensione, è di non riuscire a versare i contributi necessari con la chiusura di questo rapporto di lavoro. Una eventualità che peserebbe pesantemente sul bilancio di decine di nuclei familiari non solo di Rotondi ma anche di altri comuni del comprensorio.
Giovanbattista Lanzilli

Fonte: Ottopagine

lunedì 7 novembre 2005. Letture: 2758.


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