Politica - Cervinara. Clemente: “Sulla lite Casale-Lombardi il partito non sia inerte e intervenga. Intollerabile far finta di nulla”

Foto Cervinara

CERVINARA – Sergio Clemente, capogruppo di minoranza a Cervinara, chiede a gran voce una riorganizzazione del partito di cui fa parte, Forza Italia. Chiamando a raccolta tutti gli esponenti locali, provinciali e regionali.
“I segnali nazionali sono negativi – ammette Clemente – e per questo ci aspettiamo un colpo di reni per ribaltare il trend. Ma allo stesso tempo ci aspettiamo anche un riordino del partito, che deve passare attraverso la figura del coordinatore provinciale. Senza dimenticare l’importanza di sviluppare sezioni territorialmente, perché è da lì che deve partire la riorganizzazione. Senza una solida base il partito non esiste”. L’esponente cervinarese di Forza Italia lancia quindi il proprio allarme a distanza di diversi mesi da voto e quindi ancora in tempo per rimediare: “I cittadini continuamente ci rivolgono delle istanze legittime che attendono delle risposte. Un partito come il nostro che governa e che è il più importante della coalizione non può non farlo. Se non ne siamo capaci vuol dire che non siamo adeguati né come classe dirigente né come classe amministrativa”. Ma Clemente tiene anche a precisare che non chiede la testa di nessuno, ampliando il raggio della discussione a tutti: “Bisogna avere la consapevolezza che non si può improvvisare tutto all’ultimo momento, ma occorre un percorso graduale e duraturo nel tempo. Arrivare impreparati alle prossime elezioni politiche sarebbe un disastro. La mia non è una questione nominalistica, ma di riorganizzazione. E chi deve farsene carico sono i responsabili locali e regionali. Da Gargani e Sibilia ci attendiamo risposte concrete, di essere interpellati e ascoltati”. L’ultimo, immancabile accenno è al pesante scontro interno alla sezione cervinarese tra il coordinatore Antonio Casale ed il presidente del partito Pasquale Lombardi: “Si tratta per lo più di uno scontro nominale, che non appartiene al partito e nato tra due persone che hanno una diversa appartenenza storica. Il partito però deve prendere posizione e risolvere questa questione, assumendo decisioni legittime e congrue alla realtà locale. I vertici provinciali e nazionali devono affrontare e risolvere il problema, non si può rimanere inermi”.
Giovanbattista Lanzilli
Fonte: Ottopagine

giovedì 15 dicembre 2005. Letture: 2105.


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