Politica - Cervinara, diaspora a sinistra: parlano i giovani dell’area critica

Foto Cervinara

L’Area Critica, frangia giovanile di Rifondazione Comunista ha rilasciato un’intervista per le lettrici ed i lettori per il Corriere dell’Irpinia. I neocomunisti affrontano più questioni dal sociale al rapporto, inesistente, tra l’Area Critica ed il resto della Sinistra cervinarese.

La vostra è un’associazione interna a Rifondazione Comunista. Come vedete il rapporto tra giovani caudini ed il mondo della politica e dei partiti?
“L’Area Critica Comunista è una componente di minoranza del Partito della Rifondazione Comunista che a livello nazionale rientra nell’area politica de “L’Ernesto”. I riferimenti parlamentari dell’area sono l’On. Gianluigi Pegolo e il Sen. Fosco Giannini, direttore della rivista comunista “L’Ernesto”. Diceva Enrico Berlinguer “Istituzioni e partiti devono muoversi lungo una correlata linea di sviluppo e tuttavia rimanendo su piani distinti con funzioni diverse, non interscambiabili”. Ciò non è avvenuto. Nei partiti la loro azione è diventata via via sostituzione, occupazione e spartizione dello Stato e delle istituzioni. Questa malattia antidemocratica, ha raggiunto il nostro territorio negli anni 80, con la gestione del dopo terremoto, il nostro comune ha avuto momenti tristi e bui della vita politica amministrativa. In quegli anni uomini “famelici” hanno distrutto ogni rapporto tra cittadini e istituzioni, tra cittadini e partiti. Durante quel periodo alcuni personaggi hanno pensato solo a sperperare il denaro pubblico, facendo la fortuna di poche famiglie. In quegli anni non è stato creato nessun posto di lavoro, tutto era affidato alle furbizie di pochi. Va evidenziato che quella malattia e ancora presente.
Oggi, più di ieri, l’irrisolta questione morale ha dato luogo non solo a quella che, con un eufemismo non privo d’ipocrisia, viene chiamata la Costituzione materiale, cioè quel complesso di usi e di abusi che contraddicono la Costituzione scritta, ma ha anche aperto la strada al formarsi e al dilagarsi di poteri occulti la mafia, la camorra, la P2 che hanno inquinato e condizionano tuttora i poteri costituiti e legittimi, fino a minare concretamente l’esistenza stessa della nostra Repubblica.
I giovani, oggi, devono rappresentare la moralità, l’etica, lo strumento in grado di rivalutare la politica nell’accezione più ampio dei termine ossia rispondere ai bisogni, alle aspettative di uomini e donne in carne ed ossa. Secondo noi comunisti l’ente Comune deve essere consideriamo la prima cellula della vita democratica di una comunità e non un luogo dove si discute di poltrone, ci siamo battuti e ci batteremo affinché vi possa essere uno stretto rapporto tra chi governa, e chi è governato, e che agli istituti della rappresentanza si aggiungano quelli della partecipazione democratica dei cittadini (associazioni culturali, sportive, religiose). Questa pratica deve ridisegnare la politica, in altre parole, mettendoci in connessione sentimentale con le persone, provando a legare tutto questo in un racconto, se volete, è l’idea d’egemonia gramsciana.
Termino, dicendo che la politica ha bisogno dei giovani, i quali rappresentano lo strumento per la costruzione di una nuova società; ciò può venire con la formazione di una nuova classe dirigente: uomini, donne che guardano alla solidarietà, ai poveri, ai disoccupati, all’ambiente e che non scendono a compromessi, capaci di mantenere la propria dignità e di non essere trasformisti.

Qual è la vostra posizione sul futuro Forum dei Giovani, che sta nascendo a Cervinara?
Se gli obiettivi principali del Forum dei Giovani mirano alla costruzione di uno spazio per il dibattito e la condivisone di esperienze tra le associazioni giovanili di diversa natura (giovanili di partito, giovanili di sindacati, associazioni religiose) e le istituzioni, presso le quali svolgere un ruolo consultivo e propositivo in tema di politiche giovanili, ben venga.
Aggiungo, inoltre, che nella nostra comunità è arrivato il momento di porre al centro del dibattito politico e dell’iniziativa sociale il valore dei giovani, come crescita sociale, umana, culturale al fine di costruire un nuovo soggetto critico che rappresenta, nei fatti, la sfida decisiva per garantire la democrazia partecipata nel nostro paese. I valori del Forum devono riconoscere:
1. la centralità della persona, parametro di riferimento primario delle idee e delle azioni;
2. la valorizzazione e un maggior coinvolgimento dei giovani nei processi decisionali;
3. i valori irrinunciabili dell’umanità la libertà, l’uguaglianza, la fraternità, la giustizia, la solidarietà, la pace, la salvaguardia dell’ambiente;
4. tutti i diritti e tutte le libertà senza distinzioni di origini etniche, di colore,di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o altro genere;
5. la promozione e la valorizzazione dell’interscambio culturale, religioso e generazionale.
Siete stati impegnati nella lotta contro l’energizzazione dell’elettrodotto “Matera – Santa Sofia di Maddaloni”.

Come mai è fallito il Comitato per la tutela della Valle Caudina, organo che vedeva la partecipazione di quasi tutte le realtà territoriali?
Il fallimento è dovuto a una scarsa conoscenza delle problematiche ambientali e, nello stesso tempo allo scarso impegno di alcuni partiti politici e del governo locale.

Avete scritto una lettera di protesta al Sindaco Cioffi, che tramite le nostre colonne ha assicurato un intervento per stanare il vandalismo in Villa Comunale. Cosa propone l’Area Critica Comunista a riguardo?
L’Area Critica propone che l’amministrazione comunale, attraverso gli organi di stampa, la televisione, mette in campo una campagna d’informazione al fine di creare una coscienza su tale problematica. Propone, inoltre, maggiore controllo, non inteso in senso repressivo.
In rete c’è anche il vostro blog politico.

Come vedete questa nuova frontiera della comunicazione?
Noi riteniamo che tale forma di comunicazione, pur essendo importante, non è sufficiente in quanto non tutti possono accedervi.

Infine, quali sono i vostri obiettivi politici e come sono i rapporti con gli altri partiti di Sinistra a Cervinara?
Il nostro obiettivo principale è quello di un radicale cambiamento dell’agire politico dei partiti, delle associazioni culturali presenti nella nostra comunità. Fare in modo che venga fuori un nuovo “agire” politico-culturale capace di superare ogni forma passivizzazione politica per uscire dalla stagnazione prodotta negli ultimi anni.
Non vanno dimenticati, inoltre, la pianificazione territoriale (PUC, zone rosse), le questioni ambientali (amianto, fiume Isclero, discariche di rifiuti), etc.
In riferimento ai rapporti con gli altri partiti politici della sinistra cervinarese possiamo affermare, senza ombra di dubbio, che sono stati inesistenti. Non vi è stato, negli ultimi anni, nessun dialogo; tutto si è ridotto solo e semplicemente ad alleanze politiche di tipo verticistico che avevano al centro solo la designazione del candidato “Sindaco”.

Valerio Criscuoli, Corriere dell’Irpinia 16/07/2007

mercoledì 18 luglio 2007. Letture: 3164.


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