Politica - La Giunta delle autorizzazioni ha detto no all’arresto di Milanese. Leghisti decisivi.

Nessun colpo di scena nel caso di Marco Milanese, l’ex braccio destro di Tremonti accusato di corruzione, associazione per delinquere e rivelazione del segreto d’ufficio e per il quale la procura di Napoli ha chiesto l’arresto (leggi il suo ritratto). La giunta per le Autorizzazioni della Camera ha infatti respinto la richiesta dei pm campani. Tutto è andato secondo le previsioni della vigilia, con la Lega che ha votato contro assieme agli altri gruppi di maggioranza. Il voto si è così risolto con 11 no (7 Pdl, 2 Lega, 1 di Popolo e territorio e 1 del gruppo Misto) e 10 voti a favore (5 Pd, 1 Idv, 2 Udc, 2 Fli).

Decisivi, dunque, ai fini del salvataggio dell’ex consigliere del ministro dell’Economia sono stati dunque i due leghisti Luca Paolini e Fulvio Follegot che ieri avevano annunciato la decisione di pronunciarsi contro l’arresto del deputato del Pdl. Una scelta seguita in serata dal commento del leader della Lega, Umberto Bossi. «Non mi piace mandare la gente in galera». E sarà proprio il Senatur a decidere la linea da tenere in Aula, il 22 settembre, quando le sorti dell’ex ufficiale delle fiamme gialle passeranno all’esame dell’assemblea. Oggi lo stesso Bossi è apparso ancora più prudente sul caso dell’ex braccio destro di Tremonti. «Devo sentire ancora il gruppo. I miei mi dicono che è una forzatura», dice ai cronisti riferendosi all’ipotesi dell’arresto per Milanese.

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mercoledì 14 settembre 2011. Letture: 1539.


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