Politica - Montesarchio. Dello Iacovo: “Io aggredito e i consiglieri non facevano niente”

Foto Montesarchio

«Quasi mi pento di essermi prodigato così tanto per ottenere una deliberazione all’unanimità». Fulvio Dello Iacovo è amareggiato. Ma anche «disgustato» per quanto accaduto e, soprattutto, per la mancata solidarietà «degli amici, prima ancora che dei colleghi».
Autore e primo firmatario del “lodo” che ha riaperto le porte della discussione sull’agibilità, ci va giù duro: «La sensazione che ho avuto è stata quella di un agguato premeditato. Voler mettere per forza ai voti quella proposta di Izzo, destinata a creare una spaccatura, non ha di certo aiutato. Mi sono speso affinché non arrivasse in discussione. Il Comitato ha sempre ribadito di non essere politicizzato e di avere a cuore la questione dell’agibilità. Visto che abbiamo deliberato in tal senso, di cosa stiamo parlando?». Una domanda che, per Dello Iacovo, ha molteplici risposte. Tutte negative: «Forse i ragazzi non erano stati bene informati sulla distinzione delle competenze fra giunta, consiglio e uffici. E siamo arrivati ai limiti della violenza fisica. Mi ha fatto male che nessuno dei tre fratelli Mataluni lì presenti, né gli altri consiglieri, fatta eccezione per Crisci e Colantuoni, sia intervenuto in mia difesa. Né hanno fatto nulla per evitare che tutto ciò accadesse. Vedere un amico che sta subendo un’aggressione fisica e voi, che avete il potere di fermarla, non intervenite…beh, mi ha fatto davvero pena. Ad alcuni di loro ho detto che li ritengo personalmente responsabili di questo comportamento». Dello Iacovo, come altri, presenterà una denuncia – contro ignoti – per tutelarsi dalle «minacce subìte».
Ma una cosa la vuole ribadire: «Non ho nulla contro questi ragazzi, il cui disagio umano è pienamente comprensibile. Ma il comportamento strumentale di alcuni eletti è stato vergognoso». Non solo. Nel mirino di Dello Iacovo finisce anche Franco Damiano, candidato sindaco «ma soprattutto un amico: è stato presente fino alla fine, ma non si è sentito in dovere di intervenire. A questo punto – sottolinea l’avvocato – è una questione personale, non politica. Sono davvero dispiaciuto ed amareggiato. Ognuno si assume la responsabilità di quello che fa, ma io di certo non mi farò intimidire». Secondo l’esponente di minoranza, «ancor più grave è che l’Azienda Mataluni non sia intervenuta pubblicamente su questo accaduto, con un clamoroso danno d’immagine che ha fatto a se stessa». Non manca una considerazione politica: «Io che sono sempre stato all’opposizione, oggi vengo visto come l’amico della maggioranza. Bepy Izzo, che ricopriva il ruolo di presidente del consiglio mentre il sindaco inviava le direttive “incriminate” all’ufficio tecnico, è diventato il salvatore della patria…», è il commento amaro. Che si estende, poi, alla «inutile passerella di sindacalisti e deputati, venuti qui a Montesarchio a prendersi facili applausi e lasciando intendere che il consiglio potesse risolvere la questione, alimentando in questo modo – conclude Dello Iacovo – ulteriori aspettative. Anche così si istiga alla violenza».

Fonte: Giovanbattista Lanzilli per Ottopagine

domenica 7 aprile 2013. Letture: 1891.


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