Politica - Paolisi. Il sindaco Montella dice no alla riapertura dell’impianto di vagliatura

Foto Paolisi

Il sindaco di Paolisi, Carmine Montella, si ribella contro le decisioni del commissariato di governo per l’emergenza rifiuti ed abbandona polemicamente una riunione alla quale era stato convocato a Napoli.

Nel pomeriggio, il primo cittadino ha risposto ad una convocazione del commissariato di governo per l’emergenza rifiuti. Nel corso dell’incontro, il vice commissario Turiello ha proposto la riapertura dell’impianto di vagliatura che si trova lungo l’asse attrezzato Paolisi – San Martino Valle Caudina. L’impianto, secondo le intenzione del commissariato dovrebbe ospitare ben cinquemila ecoballe.

Carmine Montella ha fatto presente che la Valle Caudina ha già pagato un prezzo altissimo all’emergenza rifiuti a causa della discarica di Montesarchio e dello stesso impianto di Paolisi. Ma i funzionari non hanno voluto sentire ragioni ed hanno continuato ad incalzare il primo cittadino perché accettasse l’offerta. Gli animi si sono surriscaldati sino a quando il sindaco ha perso la pazienza ed ha abbandonato polemicamente la riunione.

In serata lo abbiamo raggiunto al telefono e Carmine Montella era ancora agitato. Ci ha dichiarato che sino a quando lui sarà il primo cittadino del piccolo centro caudino, l’impianto non riaprirà e soprattutto non ospiterà le ecoballe. Questo impegno aveva preso con i suoi cittadini nel corso della campagna elettorale ed intende mantenerlo. E per farlo è pronto ad arrivare anche alle estreme conseguenze e a dimettersi dalla carica. Ma prima di arrivare a questo è pronto a battersi con ogni mezzo affinché non venga consumato un ennesimo sopruso ai danni del suo comune ma anche dell’intera Valle Caudina.

Solo pochi mesi fa ha cessato di funzionare la discarica di Tre Ponti ed ora a distanza di soli pochissimi chilometri si profila l’arrivo delle ecoballe. Sulla questioni rifiuti, tutti devono mostrare senso di responsabilità, ma ci sembra, francamente assurdo che debba essere chiamato a pagare sempre un solo territorio. La battaglia del sindaco Montella ci sembra, quindi, giusta e sacrosanta e questa volta l’intera valle deve dire un no secco a questa vera e propria ingiustizia.

Fonte: Retesei

martedì 19 dicembre 2006. Letture: 2108.


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