Politica - Rotondi. Esposito al contrattacco: “Dalla minoranza solo offese personali. Non mi dimetterò mai”

Foto Rotondi

ROTONDI – “In quella ordinanza c’era un semplice invito alla cittadinanza a pulire gli alberi di alto fusto che invadevano la carreggiata, concedendo un lasso di tempo per mettere tutto ciò in atto. Altro che atto intimidatorio”.

E ancora: “Altro che atto illegittimo. E’ stata presa una decisione presa dal sottoscritto, ma per quanto riguarda la revoca non intendo creare polemiche interne alla maggioranza. Di certo non si è trattato di un mio sbaglio”. Va giù duro e non usa mezze misure l’assessore ai lavori pubblici Bartolomeo Esposito, definito dalla minoranza “assessore-sceriffo”.

Oggetto del contendere, l’ordinanza contesta sulla pulizia delle siepi, revocata nel giro di poche ore dal sindaco Antonio Izzo. “I quattro consiglieri della minoranza firmatari dell’interrogazione (Antonio Russo, Raffaele Lanni, Francesco Perone e Virgilio Lanni, ndr) hanno sbagliato clamorosamente nel contenuto. Le loro non sono altro che accuse da parte di un’opposizione che dimostra di non farsi carico dei problemi del paese”.

E nel consiglio comunale di lunedì pomeriggio, in una sala consiliare gremita per l’occasione, è andato in scena lo scontro duro. Con l’assessore di Alleanza Nazionale che ha ribadito la propria posizione: “L’ordinanza riguardava anche strade di montagna dove non esiste l’obbligo di pulizia delle siepi. Non c’è stata nessuna minaccia nei confronti dei cittadini residenti lungo le strade in questione, ma un semplice invito a provvedere. L’hanno anche definita una norma illegittima, ma come si fa? Si tratta di un provvedimento di un assessore ai lavori pubblici, che ha operato e opera per il bene del paese. Non esiste nessuna ipotesi di reato, semmai è il contrario, viste le accuse e le ingiurie che mi sono piovute addosso.

Per tutti questi motivi – è la filippica di Esposito – è evidente che si è trattato di un attacco personale, diretto a me. Ma a Rotondi polemizzare non serve, né tantomeno passare per buoni oratori. Parlano i fatti, e bisogna operare e impegnarsi per il proprio paese. E poi una cosa è assolutamente certa: io porterò a termine fino alla fine il mio mandato. Sono stato il candidato più votato, e non ho nessuna intenzione di dissociarmi dalla maggioranza. La quale, tra le altre cose, mi ha ribadito piena fiducia per quanto finora svolto”.

Un ultimo riferimento, il responsabile dei lavori pubblici lo fa proprio sulla revoca della delibera contestata: “Non intendo creare polemiche all’interno della maggioranza. Ma quel che è certo è che non si è trattato di un errore commesso da me”. C’è da stare certi che la battaglia non finirà qui.
Giovanbattista Lanzilli
Fonte: Ottopagine

mercoledì 23 novembre 2005. Letture: 2253.


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