Politica - San Martino V.C. I paletti del segretario Sdi Peppino Fucci: “Basta clientele e spartizioni, il centrosinistra cambi rotta”.

SAN MARTINO V.C. – Il centrosinistra a San Martino serra le file e si propone a governare nuovamente il paese per i prossimi cinque anni. Le elezioni amministrative del prossimo aprile apriranno infatti nuovi scenari, sui quali i partiti della coalizione intendono giocare un ruolo da protagonista. E tra questi figura anche lo Sdi, la terza forza di centrosinistra a San Martino, che pone importanti paletti per la discussione.
“Per non riproporre una fotocopia sbiadita dell’ultima deludente amministrazione – dice ad “Ottopagine” il segretario cittadino Peppino Fucci – il nuovo centrosinistra deve caratterizzarsi per una forte discontinuità nei metodi e nella gestione. L’ipotesi di alleanza tra i partiti dei Ds, della Margherita, dello Sdi e dell’Udeur deve poggiarsi su tre pilastri imprescindibili, che costituiscono le linee guida dell’azione di governo”.
Ed il responsabile politico socialista li enumera uno per uno: “E’ fondamentale un programma forte che si caratterizzi con alcune priorità chiare: pochi obiettivi (e cioè “interessi pubblici”) qualificanti, verso cui gli amministratori devono prodigarsi: noi diciamo no al “programmismo”. Ancora – prosegue Fucci – un sistema di regole a garanzia dei rapporti tra sindaco, giunta, consiglio e soprattutto partiti che devono riacquisire responsabilità e autorevolezza, svolgendo un ruolo di supporto indispensabile che in questi anni è mancato. Devono cioè essere chiari i ruoli di ognuno, le responsabilità e i limiti della propria sfera di competenza, senza prevaricazioni o decisioni cervellotiche. Infine, occorre un necessario rinnovamento di uomini e questo è l’aspetto forse più delicato da dibattere, ferma restando l’autonomia dei partiti nell’indicazione dei candidati. E’, però, certamente impensabile – precisa il segretario socialista –una riproposizione degli attuali amministratori i cui rapporti sono deteriorati, logorati o mai creati, con veti incrociati più volte manifestati anche attraverso i media, per non parlare di altri deprecabili episodi”. Insomma, una serie di paletti “pesanti” con i quali il centrosinistra dovrà necessariamente fare i conti. Ma la disamina dello Sdi è implacabile: “Altro discorso annoso è certamente quello dei professionisti: spesso l’amministrazione in carica è sembrata prigioniera dei tecnici e ha barcollato proprio sui famosi “incarichi”, con ripetute crisi legate alle cosiddette “quote”. Il punto è anche un altro: ciò è stato dovuto al fatto che ‘attuale consiglio comunale registra troppi “conflitti di interesse”. In merito, la proposta socialista è di tenere ben distinte le due cose: il professionista che si impegna in politica “fa il politico” e resta fuori da ogni ipotesi di incarico affidato dal comune insieme con i suoi parenti entro un certo grado e i professionisti che con lui condividono uno studio associato. E’ necessaria la costituzione di un albo dei professionisti di modo che gli incarichi cosiddetti “sottosoglia” vengono affidati, a rotazione, a tutti senza alcun potere discrezionali da parte degli amministratori. Per i grandi progetti pensiamo che sia utile ricorrere a dei concorsi di progettazione”. Insomma, proposte chiare e trasparenti per una migliore governabilità.
“Ci auguriamo di addivenire nel giro di poche settimane alla definizione condivisa di questi punti. Fino ad oggi – conclude Fucci – si è parlato di poco e con troppa superficialità. Siamo interessati a governare il Paese solo con una svolta radicale rispetto al passato, altrimenti percorreremo altre strade”.
Giovanbattista Lanzilli
Fonte: Ottopagine

lunedì 9 gennaio 2006. Letture: 2098.


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