Politica - San Martino V.C. I Verdi attaccano i Ds: “Non siamo merce di scambio”

SAN MARTINO V.C. – Si accendono i toni del confronto all’interno del centrosinistra sammartinese. A sollevare dubbi e polemiche interne allo schieramento de L’Unione è soprattutto la questione relativa ai posti in lista da destinare a ciascuna formazione politica. Questa volta ad entrare a gamba tesa, dopo le recenti affermazioni sicuramente non gradite nei confronti del suo partito, è Franco Perone, presidente della federazione caudina dei Verdi e candidato nelle liste della Camera per il suo partito.
Che comincia la sua discussione facendo un excursus delle trattative da tempo avviate con gli altri partiti della coalizione. “La prima volta che siamo stati convocati – esordisce Perone – ci è stato detto che una nostra presenza sarebbe stata assicurata, così come un assessorato garantito a ciascun partito della coalizione. Già però alla seconda riunione era arrivato il veto sul un eventuale assessorato da destinare all’Udeur, mentre per quanto ci riguardava restava in piedi l’ipotesi di un candidato nella lista, con quale delega poi ancora da stabilire. Il posto in giunta non era più un’ipotesi praticabile, in quanto si era già affermato il principio di tre assessori alla Margherita, due alla quercia ed uno allo Sdi”.
Ma di lì a qualche settimana, per i Verdi si è rivelata impraticabile quasi del tutto anche la strada di un posto in lista come candidato consigliere. “Una volta che i Ds si sono riappacificati al loro interno – riprende Perone –, non si sono più dichiarati disponibili a scendere a cinque candidati, e che un posto per noi non era più disponibile. Ma, in un incontro bilaterale che abbiamo avuto con i vertici della quercia, ci hanno paventato l’ipotesi di qualche incarico esterno”. Una mossa che ha irritato l’entourage del “sole che ride”. “Noi di certo non ci vendiamo per degli incarichi esterni. Se la lista di centrosinistra verrà fuori, decideremo se ed eventualmente chi sostenere, se la coalizione tutta, o solamente un altro partito con un appoggio esterno. Certo è – sibila Perone – che possiamo anche proporre una lista tutta nostra, con un programma che raccolga al meglio le istanze necessarie per San Martino. Non prenderemo mai parte ad una civica, perché siamo una formazione politicamente giovane e che non intende scendere a compromessi sui candidati. Il nostro obiettivo rimane il centrosinistra”. Nessuna speranza di una corsa “contro” la coalizione, quindi, ma anche niente sconti per gli altri partiti. Anche perché Perone svela un altro retroscena: “I Ds ci dicono che siamo fuori dalla lista, mentre qualche giorno fa il coordinatore della Margherita Miele ha ribadito che per il suo partito è ben vista una nostra presenza nella lista. Il discorso che fa la quercia è strano – attacca Perone – perché in sostanza ci dice che potremo entrare a far parte della lista solo se l’Udeur non accetterà le condizioni poste dagli altri partiti della coalizione. Ci trattano come delle ruote di scorta, e se finora non abbiamo voluto polemizzare è perché siamo in campagna elettorale e corriamo tutti per un unico obiettivo, che è quello di far vincere il centrosinistra. E’ chiaro – conclude Perone – che qualora l’Udeur non dovesse far parte della squadra non entreremmo al loro posto con un nostro candidato. Non vogliamo essere merce di scambio né metterci contro. E’ una questione di dignità politica”. E se dovessero trovare l’accordo a quattro senza di noi, il centrosinistra non potrà utilizzare il logo de “L’Unione”.
Giovanbattista Lanzilli
Fonte: Ottopagine 29/03

domenica 2 aprile 2006. Letture: 1745.


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