Politica - San Martino VC. La nuova giunta Ricci contro la laicità dello stato

Foto San Martino Valle Caudina

La giunta comunale di San. Martino Valle Caudina ha all’unanimità autorizzato il parroco Don Ugo Della Camera a costruire un monumento nell’ area vecchia del cimitero comunale, in memoria “dei bambini mai nati” a causa dell’ aborto.

A quanto pare, il progetto è in stato avanzato e già è stata avviata una raccolta fondi. Il fatto grave è che la giunta ha deliberato la costruzione di un monumento che dovrebbe ricordare, mortificando le donne che hanno abortito, “l’atto infame” commesso, eliminando una vita, ogni qual volta si recano al cimitero. Cittadini, il diritto all’aborto è stato sancito dalla legge 194 del 22 maggio 1978, ed evidenzia chiaramente che l’aborto non è un reato, se è compiuto entro 90 giorni dal concepimento, se vi è pericolo per la salute psichica e fisica della donna e se si ritiene che la sopravvivenza del nascituro possa venire gravemente compromessa dalla precarietà delle condizioni sociali ed economiche della famiglia.

La legge sull’aborto fu voluta dai partiti laici e cattolici nel contesto del governo di solidarietà nazionale, per porre fine ai numerosissimi aborti clandestini e per salvaguardare la libertà e la personalità delle donne e degli uomini. Essa ha segnato un momento di emancipazione per milioni di donne. La nuova giunta comunale con questo atto, contraddice la legge 194 non garantendone il rispetto umiliando la libera scelta della donne. Dove è andata a finire la laicità dello stato? Il rispetto delle leggi del parlamento? Vogliamo veramente che sia costruito un monumento contro l’aborto? Saremo ricordati come l’unico comune d’Italia ad averne uno. Se vogliamo fare questo costruiamo pure il monumento, sarebbe soltanto l’ultimo atto di una politica clericale dell’assessore Pasquale Pisaniello e il primo della nuova giunta che si avvia alla costruzione del Partito Democratico.

Pensavamo che Partito Democratico e il tema della laicità avrebbero avuto qualche problema, ma il problema esiste prima ancora che nasca il nuovo partito. E’ bastata la prima giunta senza alcun rappresentante della sinistra, per cancellare il concetto della laicità dello stato. Comprendiamo la posizione del parroco che porta avanti le sue idee, ma riteniamo sbagliata la decisione della giunta, che dovrebbe garantire tutti i cittadini. Questo atto è l’ennesima prova dell’ingerenza della Chiesa nella politica italiana, sostenuta dal P.D. che sui temi etici segue i dettami della Margherita.

Invitiamo il Sindaco e la giunta ad evitare di costruire un “monumento della vergogna”. Invitiamo le donne e gli uomini di buon senso a fermare questa decisione, che sa molto di caccia alle streghe, che riporta San Martino, tra i pochi paesi della provincia che si pronunciarono a favore dell’aborto indietro di trent’anni.

Fonte: Retesei

mercoledì 29 agosto 2007. Letture: 2294.


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