Politica - Si torna a votare a Roccabascerana.

È durata un anno, due mesi e una manciata di giorni l’esperienza da sindaco di Roccabascerana per Antonio Covino, che il 13 giugno del 2004 era stato eletto nella lista: «Il Comune ai cittadini». Lo scioglimento che quest’estate sta colpendo diversi comuni irpini non ha risparmiato il piccolo centro caudino, dimostrando che il governo delle piccole realtà può essere difficile, forse, più di quello dei grandi centri.

Il colpo di scena, per alcuni annunciato, si è consumato ieri mattina, quando subito la nomina, da parte di Covino, di due nuovi assessori – Angela Maria Uzzuato e Cinzia Viscione – nove consiglieri (cinque di maggioranza e quattro di minoranza) hanno presentato le dimissioni al segretario comunale, decretando lo scioglimento del consiglio. I consiglieri dimissionari sono, per la maggioranza: Ottavio Viscione, che era anche il vice di Covino, Franco Del Balzo, Roberto Del Grosso, Giuseppe Fucci e Armanda Villano. Dai banchi dell’opposizione invece, si sono dimessi lo sfidante battuto di Covino, Beniamino Principe, Vincenzo Santoro, Antonio Parrella e Linuccio Li Scalzi. La crisi era strisciante almeno da diversi mesi ma, nonostante tutto, la coalizione di maggioranza era riuscita a restare unita malgrado il gruppo della Margherita, capitanato dall’ex vice sindaco, Viscione, rimproverasse apertamente a Covino un immobilismo amministrativo. Poi le cose sono precipitate nel corso delle seconda metà del mese, proprio quando le diverse frazioni in cui è diviso il paese, davano il via ai festeggiamenti che richiamano a Roccabascerana diversi emigranti. La decisione del sindaco di revocare l’incarico a un assessore della maggioranza aveva fatto reagire il gruppo della Margherita che aveva presentato le dimissioni dall’esecutivo in attesa di un chiarimento da parte di Covino, che non c’è mai stato. Il primo cittadino, forte delle prerogative che gli concede la legge, ha fatto di testa sua. E proprio questa mattina ha nominato i suoi due nuovi assessori per dare una risposta alle accuse di stallo amministrativo. Una mossa ampiamente prevista dai sui ex alleati che, poco dopo, si sono presentati alla segreteria del comune con le dimissioni già firmate. Per Antonio Covino, funzionario del ministero delle finanze a Roma, questa è stata la prima esperienza politica.

fonte: Il Mattino

mercoledì 24 agosto 2005. Letture: 2900.


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