Politica - Valle Caudina. La città dei servizi è la scommessa per lo sviluppo

Foto Valle Caudina

E’ appena cominciata ma potrebbe essere davvero una bella estate per la Valle Caudina. Per chi non la conoscesse questa è terra di nobili ed antiche origini, sospesa tra due massicci montuosi il Taburno ed il Partenio, tra due province quella di Avellino e quella di Benevento. E’ ricca di bellezze naturali e possiede ancora un ambiente quasi incontaminato.

Può vantare testimonianze storiche che affondano le proprie radici negli insediamenti del popolo sannita per arrivare sino ad oggi. Ha borghi, chiese, castelli, palazzi che nulla hanno da invidiare ai paesini dell’Umbria o della Toscana. Ha delle potenzialità di sviluppo enormi perché, in tempi relativamente brevi, è facilmente raggiungibile da Napoli, Benevento e con un po’ di difficoltà in più da Avellino.
Nonostante questo, la zona è rimasta sempre ai margini dello sviluppo. La divisione tra le due province, il campanilismo degli amministratori locali è stato sempre usato da chi ha disegnato lo sviluppo del Sannio o dell’Irpinia per lasciare al proprio destino la Valle Caudina. La classe politica locale di ogni colore ha sempre preferito accontentarsi di piccoli favori personali, invece, di chiedere interventi collettivi.

A quanto sembra, però, è in atto un’opera di ravvedimento. Entro la fine del mese di Luglio 13 consigli comunali caudini, quattro irpini e nove sanniti, approveranno un protocollo di intesa per la nascita della città caudina dei servizi. Cosa significa? Vuol dire che i comuni avranno una regia unica per chiedere i finanziamenti dei fondi europei 2007/2013. Si cercherà di creare delle infrastrutture che dovunque sorgano vengano messe al servizio dell’intera Valle. Insomma ci si muoverà come un’unica grande comunità ed in questo modo verrà aumentato il peso specifico di tutti. Una grande occasione ed una grande opportunità che potrebbe rilanciare delle idee di sviluppo che sino ad oggi sono rimaste sempre in embrione.

Innanzitutto il turismo. Sabato scorso è stato inaugurato nel castello di Montesarchio il museo nazionale del Sannio Caudino. Si tratta di un avvenimento di grandissima importanza perché racchiude al suo interno dei veri e propri tesori di una popolazione fiera e bellicosa come fu quella sannita che abitò la valle sino alla sottomissione romana. Proprio questo splendido museo potrebbe rappresentare il punto di partenza di un percorso storico artistico e culturale che sveli gli altri mille tesori del territorio.

Ma non c’è solo la cultura, c’è anche e soprattutto l’ambiente. Il parco regionale del Partenio e quello del Taburno preservano le nostre montagne e danno la possibilità di scoprire come esse non hanno nulla da invidiare ad altri scorci degli Appennini meridionali.
Sempre sabato scorso, con una fortunata coincidenza, è stato inaugurato il rifugio dell’oasi del WWF di Acque delle Vene nel comune di Pannarano che si trova a 1200 metri di quota.
Le grandi città scoppiano e c’è sempre più voglia di ambienti naturali dove fare anche delle semplici passeggiate e ritrovare il contatto con la natura. Ma la Valle non è solo questo.

Ci sono anche zone asi da completare ed aree pip da far decollare. Tutte iniziative che proprio grazie alla città caudina dei servizi potrebbero dare un vigore sconosciuto a questa zona. Questa volta sembra sia stata imboccata la strada giusta, per una volta i politici locali sembrano interessati a guardare più lontano del loro dito bisogna solo augurarsi che non si perda per strada questo incredibile slancio propositivo.

Fonte: Retesei

giovedì 5 luglio 2007. Letture: 2011.


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