Politica - Valle Caudina. Si riuniscono i sindaci per la città caudina dei servizi

Foto Valle Caudina

Si comincia a passare dalle parole ai fatti. Entra nel vivo il progetto per la realizzazione della città caudina dei servizi. Lunedì 8 ottobre i sindaci di 14 comuni della Valle, quattro in provincia di Avellino e dieci in provincia di Benevento, si ritroveranno o a Cervinara o a San Martino Valle Caudina, per affidare al professore Fabrizio Mangoni della facoltà di Architettura dell’Università Federico II di Napoli, l’incarico di redigere un progetto di pianificazione urbanistica.

Lo scopo è quello di creare dei servizi in comune in modo da poter attirare i fondi strutturali europei 2007/2013. Una grande scommessa per l’intero territorio perché in questo modo la Valle si presenta alla regione Campania come un’unica entità di circa settantamila abitanti. L’idea è del presidente della comunità montana Palerio Abate ed è stata sposata da 14 primi cittadini.

Ora, però, si passa alla fase esecutiva in modo abbastanza celere. Bisogna sottolineare che già in passato c’erano stati tentativi per unificare i comuni caudini ma si erano infranti tutti sullo scoglio del campanilismo dei singoli comuni. Questa volta è diverso perché i sindaci hanno capito che da soli non riuscirebbero mai a competere in termini progettuali con le grandi aree metropolitane della nostra regione. E così la città caudina dei servizi potrebbe rappresentare la grande idea progettuale che la Valle non ha mai avuto.

Fonte: Retesei

mercoledì 3 ottobre 2007. Letture: 2104.


Commenti

  1. wake up ha detto:

    Dalle parole ai fatti…. sic!!! Il progetto della città caudina comincia con una inutile consulenza…. questi non sono fatti!!!

  2. companeros ha detto:

    14 comuni??? ma non sono 11 i comuni della Valle Caudina?

  3. companeros ha detto:

    Una Valle unita per una seria azione politica

    L’Italia vive in un profondo periodo di crisi politica. Ai nostri governanti non è concesso più nulla, ed ogni quisquilia è motivo di accese discussioni. A gettar benzina sul fuoco (atto che mai come in questo caso è servito) è stato anche il comico, il satirico, il pungente Beppe Grillo, che con il suo V-day e i vari comizi, ha scatenato quello che in molti chiamano “antipolitica”.
    Non è proprio un termine esatto, visto che Grillo, con la sua pungente satira, vuole far analizzare problemi che stesso i cittadini dichiarano, analizza fatti e circostanze, con dati concreti, ma aggiungendo quel pizzico di satira che, se da parte degli offesi reca danno, fa ridere, e allo stesso tempo pensare, al cittadino che ascolta il comizio del comico.
    Grillo non è una novità per i cittadini italiani, in passato è stato in televisione con i suoi spettacoli, ma poi è stato esiliato dalle reti, questo perché non si può criticare un politico potente!
    Ma non ci dimentichiamo anche quelle notizie scandalo che non attiravano l’attenzione di nessuno, e che poi sono risultate notizie fondate, come il crack parmalat, l’analisi sulla canapa, la questione dell’idrogeno e tante altre iniziative da lui intraprese.
    Ad oggi, Grillo, sposta la sua attenzione su un piano prettamente politico. Il favoritismo dei politici, le loro discordanti condizioni sociali con il ceto medio del paese, i cosi della politica, il menefreghismo e il loro “dolce far niente”.
    Sconcertanti gli ultimi dati Istat che stimano la povertà relativa ad oltre 7 milioni e mezzo di abitanti, non tanto lontano ai dati di un decennio fa. In Italia sostanzialmente la condizione dei poveri non è cambiata, se non in peggio. L’Istat aggiunge che una famiglia di due persone è in quella fascia di “povertà relativa” con uno stipendio (o salario) di 970 euro al mese, e se la famiglia è di 4 persone, la soglia della povertà relativa sale a ben 1.500 euro.
    Ad esasperare il popolo italiano si aggiunge il menefreghismo della classe politica, che non prende decisioni radicali, per far svoltare pagina a questo paese che sta vivendo anni di grande crisi. Crisi politica, sociale, economica, un po’ di tutto. Crisi anche dei partiti che sono andati con il tempo scomparendo, cambiando nome e sostanza, vendendosi per qualche voto. Una politica che non guarda l’interesse comune ma quello personale, una politica fatta di carriera, per accaparrarsi un posto da sindaco o assessore, per poter entrare in quel circolo vizioso (e danaroso) quale quello della politica. Ognuno vuole la sua fetta di torta, la poltrona, il potere, e nonostante le buone intenzioni di partiti neo nascenti, gli italiani sono ormai stufi e sfiduciati da questa classe politica che nella sostanza non sa più cosa proporre, e nel frattempo disperde risorse a destra e a manca.
    È scandaloso lo sperpero di denaro da parte di un comune in provincia di lecco, Morterone, il comune più piccolo d’Italia, con soli 33 abitanti. In questo minuscolo paese, quasi tutti fanno parte della giunta comunale, che spende all’anno intorno ai 600.000 euro per le spese di gestione e di ufficio. E visto che, tra sindaco, assessori, consiglieri e segretari, ci saranno almeno una ventina di occupanti, il comune non ha nessuna condizione di sviluppo, è un comune fantasma, che però succhia ogni anno allo Stato una somma sconsiderata.
    Vogliamo ridurre i costi della politica? Prendiamo esempio dall’ Europa, visto che ne facciamo parte. Prendiamo esempio dagli Inglesi, che per ridurre i costi della politica hanno “unificato” piccoli comuni, riducendoli notevolmente e quindi risparmiando costi elevati che la politica ne concerne.
    Analizziamo la situazione locale. La Valle Caudina comprende 11 comuni, divisi in due provincie, quella di Benevento e di Avellino. Di questi 11 comuni, (molto vicini fra loro) 8 fanno parte della provincia di Benevento e solo 3 (Cervinara, Rotondi e San Martino Valle Caudina) fanno parte della provincia di Avellino. L’insieme della Valle Caudina ha una densità di popolazione di 51.000 abitanti circa. Ciò che fa riflettere è il fatto che su un totale di 51.000 abitanti circa, 11 comuni hanno un costo politico esasperante, e questo lo notiamo da semplici dati presi da internet.
    Benevento, fa capoluogo di provincia e conta circa 65.000 abitanti, ha incarichi per 12 assessori e 39 consiglieri comunali. Nella Valle Caudina, la sola Cervinara (12500 abitanti circa) conta 7 assessori e 20 consiglieri, e l’insieme di questi 11 comuni comportano un “occupazione” spaventosa, ma che in termini politici si trasformano in uno sperpero di denaro. Considerando che l’intera Valle Caudina ha una superficie di 160,24 kmq, (contro i 140 kmq di Benevento) togliendo i territori di montagna, potremo considerarci una piccola città.
    Questi sono solo numeri, numeri che però fanno riflettere. Siamo potenzialmente una piccola città che, per campanilismo, per una questione di soldi e poltrone, non vuole civilizzare, sviluppare evolvere la Valle Caudina.
    La proposta di unificare la Valle Caudina, come unico comune, deve essere presa in seria considerazione. Un comune che fa numero, non solo di abitanti e di superficie, ma anche politico, visto che, un comune cosi grande, in una sola provincia, diventa parte attiva, se non significativa per lo sviluppo economico, commerciale ed industriale, visto che imprenditori al di fuori dei nostri confini, vedono di buon occhio lo sviluppo in un territorio fertile e potenzialmente forte.
    Invece ci ritroviamo in un territorio sostanzialmente piccolo, diviso in 11 comuni e 2 province, spezzettando non solo l’ interesse in termine di sviluppo, ma anche politico.
    Domani (lunedì 8 ottobre) i comuni della Valle si riuniscono per parlare della città caudina dei servizi, un evento che anche in passato abbiamo assistito, ma che ha portato a scarsi risultati. Anche questa volta si parte fiduciosi (mi dissocio) e speriamo che oltre all’urbanistica, si parli anche di questa proposta. Ridurre i costi della politica, unendoci in un solo comune (senza ovviamente perdere l’identità territoriale), riducendo i costi della politica, per poi avviare un serio, concreto piano di sviluppo che la Valle Caudina richiede da ormai tanto tempo.

    Mario Ferdinandi

  4. carmine ha detto:

    caro mario ferdinandi mi sa che quelli li si riuniranno solo per spartirsi le ultime fette di potere, ma di rinunciare a un loro privilegio giammai. Il primo punto ,e, il solo è l’urbanistica perche? semplicementeperche senza piano regolatore nessuno può prendersi i soldini per creare altro clientelismo.

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