Società - Cervinara. Consiglio comunale straordinario su criminalità

Foto Cervinara

Forse non c’era una folla oceanica, ma tanta gente ha deciso di prendere parte al consiglio comunale di Cervinara, convocato in seduta straordinaria dal sindaco di Cervinara, a seguito dell’attacco che la criminalità organizzata ha portato al cuore della Valle Caudina.

C’erano sindaco, giunta e consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione, come è giusto che fosse. C’era il vice sindaco di Rotondi, Fevola, visto che l’ultimo atto si è consumato nel territorio di quel comune. Ma erano presenti anche i commercianti verso cui si sono indirizzati i colpi della criminalità organizzata, che ricordiamo sono piccoli esercenti che non potrebbero sopportare di pagare alcuna forma di pizzo. C’erano i ragazzi dell’istituto tecnico commerciale per geometri Luigi Einuadi, non erano molti ma hanno portato lo stesso una ventata di ottimismo.

C’erano i rappresentanti dei partiti politici, anche quelli che non sono rappresentati in consiglio, gli esponenti delle associazioni e soprattutto c’era tanta gente comune che non vuole vedere il proprio paese, la propria terra, trasformarsi in un posto dove c’è la paura di vivere. E permetteteci di dire che chi non c’era, chi non ha sentito il dovere civile di prendere parte ad un’assemblea del genere ha solo torto, perché non si può delegare sempre agli altri, non si può chiedere sempre agli altri di difendere qualcosa che dovrebbe essere patrimonio comune.

Comunque forte si è levato dal consiglio comunale di Cervinara un no secco. Un no alla camorra, un no alla malavita, un no a chi pensa di poter imporre sulle nostre teste una legge criminale, dettata dalle detonazioni delle bombe. Per una volta, sono stati tutti d’accordo maggioranza ed opposizione. D’accordo nel chiedere maggiore controlli, che in realtà già si stanno verificando, d’accordo nel chiedere di collaborare con le forze dell’ordine per estirpare il male. Le ricette, forse, sono diverse ma c’è la stessa voglia di vincere questa partita che potrebbe essere mortale per un’intera comunità. E’ stata ribadita la povertà del territorio, povertà che potrebbe essere determinante per chi vuole arruolare nelle proprie fila manovalanza pronto a tutto. Oggi a seminare bombe e domani magari ad uccidere.

C’è la necessità, quindi, di accompagnare la repressione con un piano di interventi strutturali che accompagni lo sviluppo del territorio. E devono essere le forze politiche a pretendere che provincia, regione ed anche governo, appuntino nella loro agenda la questione Valle Caudina. Sino ad oggi , da queste parti sono arrivate solo le briciole di uno sviluppo che, anche se con luci ed ombre, ha accompagnato gli ultimi 25 anni di vita della provincia di Avellino. Oggi è tempo che venga invertita una tendenza negativa per questo territorio. Le bombe che continuano ad esplodere ci dicono sostanzialmente questo. La massiccia partecipazione di gente al consiglio comunale di questa sera ci dimostra che la nostra è sostanzialmente una comunità sana, quindi, può da subito sviluppare gli anticorpi per distruggere questo male. Non lo può fare da sola e non si può chiedere che lo faccia da sola ma già da domani la questione caudina deve diventare la questione di tutti coloro che governano lo sviluppo del territorio. Questo chiede Cervinara, ribadendo che la criminalità organizzata da queste parti non ha mai vinto e non potrà vincere neanche in questa occasione.

fonte: Retesei

martedì 1 novembre 2005. Letture: 2090.


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