Società - Cervinara e Faget gemellate, il messaggio del sindaco rumeno

Foto Cervinara

CERVINARA – Il comune di Cervinara domenica si è gemellato ufficialmente. Il consiglio comunale di Cervinara convocato in seduta ordinaria ha ratificato il gemellaggio con la cittadina rumena di Faget. Un’occasione davvero speciale e particolare per festeggiare uno degli eventi più importanti degli ultimi mesi. Presente alla cerimonia, ovviamente, anche una rappresentanza della cittadina rumena, capeggiata dal primo cittadino Dorel Covaci. Cervinara e Faget hanno quindi sigillato la reciproca adesione, proiettando i due comuni in una dimensione che va ben al di là dei confini nazionali. g.l.

Il legame tra le due città intende innanzitutto stabilire relazione economiche, politiche e culturali tra le due comunità italo-romene. Non in modo puramente simbolico, ma in concreto. Si tratta nella sostanza di un vero e proprio trattato di amicizia e di collaborazione in tutti i campi dello scibile. Amicizia intesa come quella codificata nel “Laelius”, quale fondamento della virtù. In questo aureo trattato di Cicerone, come si sa, si sostiene l’origine altruistico di tale sentimento. E come tale non può che instaurarsi tra persone, città e nazioni moralmente ed eticamente buone. L’amicizia intesa nel senso di “sanctum et venerabile nomen” (santo e venerabile nome), come scrive nei “Tristia“ il poeta Ovidio, morto a Tomi sul Mar Nero, in Romania.

Le nostre due città intendono lavorare insieme e di comune accordo nell’affrontare l’arduo cammino della vita delle rispettive comunità. Solo chi è dotato di sensibilità può comprendere il valore di tale amicizia. Questa ci aiuta ad esprimere amabili massime di saggezza e a condividere gioie e dolori che pervadono l’animo di ogni uomo e di ogni popolo. Il gemellaggio tra Faget e Cervinara vuole appunto instaurare una amicizia reale e solida, sapendo che “la vera amicizia è quella di volere e non volere le stesse cose” (“idem velle atque idem nolle, ea demum firma amicizia est”), come scrive lo storico latino Sallustio. Concetto di amicizia nient’affatto obsoleto, come purtroppo ritengono alcuni pseudo-intellettuali.
In un mondo, quello odierno, in cui si diffonde un pathos di disincanto, un trattato di amicizia e di collaborazione nel campo del sapere, della cultura, della solidarietà, può svegliare e sveglia quella umanità che ci ha tramandato un fecondo passato, quello dei nostri antichi avi. Nel momento in cui le strade verso il futuro non vengono segnate da romantiche evocazioni del passato o da utopie fantastiche, bensì da un insipido pragmatismo, umore fondamentale della nostra epoca ed umore esistenziale del mondo attuale, ritornare a guardare la vita della società con gioioso entusiasmo, ci fa rinascere. Nella nuova prospettiva globale in cui ci troviamo, è necessario affidarsi al caratteristico gusto del sapere che animava gli antichi greci che hanno contribuito, con la loro cultura, la filosofia, le spedizioni e le colonie in Romania ed in Italia, alla nascita dell’Occidente. Un sapere tradotto in soldini vuol dire oggi consapevolezza storica della fiducia del progresso, nella democrazia, nella libertà e nel pluralismo dei valori.

Le nostre differenti esperienze pratiche ed ideali, attraverso l’amicizia tra le nostre due città, sono un potenziale umano formidabile che giungerà ad espressione ed efficacia nell’immediato futuro. Un futuro che per ora intravediamo e che presto ci porterà a nuove forme di solidarietà. Un futuro da costruire nella consapevolezza dell’equilibrio tra teoria della conoscenza e il sapere della esperienza che, come si sa, trova espressione nella saggezza umana. E’ risaputo che il meraviglioso della vita teoretica rende liberi e indipendenti. Anche contro le costrizioni della prassi che sembrano quasi ineluttabili. Come ci ha insegnato Platone, soltanto chi è libero ha la possibilità di conquistare l’indipendenza anche nell’intrico delle lotte di potere e dei conflitti d’interesse che tormentano il mondo d’oggi.

Le amministrazioni di Faget e di Cervinara nel firmare il gemellaggio, si pongono non solo sul cammino della fratellanza tra i popoli, ma soprattutto sulla strada democratica del pluralismo culturale, del progresso delle rispettive comunità in tutti i campi delle attività umane, di cui ha tanto bisogno il mondo attuale, funestato da conflitti economici e sociali, da guerre e dal feroce terrorismo assassino che deve essere sconfitto una volta per sempre.
Angelo Cillo

Informazioni storico-geografiche e culturali del sindaco di Faget Dorel Covaci

La città di Faget è situata ad est della regione Timis, lungo il corso del fiume Bega ed è circondata dalla catena montuosa Poiana Rusca,, al centro di una zona ben definita sul piano geografico, storico, etnografico e folclorico. Il territorio comprende ben settanta comunità rurali distribuite in uno splendido spazio collinare attraversato dal fiume Bega e i suoi affluenti, Sabot e Vadana. Terreni da pascolo favorevoli alla crescita di bestiame e terreni arabili per coltivare cereali e legumi. Una zona insomma che ha un ricco potenziale agro-turistico non sufficientemente valorizzato attualmente.

Il faggeto fa da ornamento a foreste multisecolari di questa zona di questa zona di confine tra Banat ed Ardeal. Faget è attestata da un documento del 1548 e attualmente è importante sul piano amministrativo, commerciale, economico, sociale, culturale e spirituale. Nella guerra tra romeni e ungheresi del 1703-1711 condussero la sommossa Horea, Closca e Crisan.Vi è stata poi la rivoluzione del 1848. Infine la Grande Unità del 1918. In tutti questi avvenimenti Faget ebbe molti suoi figli che si immolarono per la libertà della loro terra. Nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale Faget fu sede rappresentativa dell’intera comunità di Banat. Qui erano attive tutte le funzioni amministrative di Stato e si pubblicavano giornali, riviste e libri in lingua romena e magiara. La ricca vita spirituale di Faget è continuata per lunghi anni col contributo di personalità importanti e di uomini e di uomini di cultura. Faget si è risollevata sul piano economico valorizzando il proprio potenziale naturale: legno e carni di agnello e di vitello . Dal 1994 operano nel suo territorio fabbriche tedesche, italiane e autoctone. Vi sono il liceo teoretico, le scuole elementari, quelle materne e gli asili. La vita culturale è la più dinamica di tutto il Banat. La città di Faget rappresenta una porta aperta per l’Europa e il Mondo.
Il sindaco di Faget, avv. Dorel Covaci.

fonte: Ottopagine

giovedì 8 settembre 2005. Letture: 3140.


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