Società - Cervinara. Migliaia di persone hanno visitato il presepe vivente

Foto Cervinara

La raffigurazione del presepe vivente è anteriore alla nascita di quella particolare forma d’arte legata alla natività. Il vero e proprio inventore del presepe fu San Francesco d’Assisi.

Ed il poverello di Assisi volle ricreare con personaggi in carne ed ossa e con tanto di bue ed asinello, l’incantata atmosfera della Betlemme di duemila anni fa. Quella prima rappresentazione sacra, portata tra la gente comune, fu un grande successo e nel giro di pochi anni divenne un vero e proprio fenomeno del mondo cristiano. Solo successivamente si diede vita all’arte presepiale che ha delle punte di eccellenza in artigiani ed artisti partenopei. Suggestivi sono i presepi artistici che vengono allestiti nelle chiese e nelle abitazioni ma fa sempre un certo effetto passeggiare in una rappresentazione e guardare con i nostri occhi i personaggi del Vangelo che prendono forma e vivono.

Questa suggestione da undici anni si può vivere visitando il presepe vivente che viene allestito alla frazione Valle di Cervinara. La manifestazione è nata in modo abbastanza artigianale ma nel corso degli anni si è rafforzata e si è migliorata tanto da diventare uno degli appuntamenti natalizi più attesi in Valle Caudina. A curarne l’allestimento il comitato Presepe vivente con il patrocinio del comune di Cervinara. L’ambientazione è molto azzeccata perché quella zona di Cervinara si presta a trasformarsi, con qualche accorgimento, nella Betlemme che abbiamo sempre immaginato. Piccoli scorci di quella cittadina con tanto di reggia di Erode e di presidio romano vengono proposti con cura. Poi, man mano che ci si avvicina alla capanna, l’atmosfera si fa sempre più intima e spirituale. La suggestione è tanto forte che come a solito sono stati migliaia i visitatori. Anche quest’anno tantissime persone hanno lavorato all’allestimento dell’opera per continuare quella che sta diventando veramente una bella tradizione.

Fonte: Retesei

mercoledì 27 dicembre 2006. Letture: 1999.


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