Società - Cervinara. Torna nell’abbazia di San Gennaro la statua di Maria Santissima Addolorata

Foto Cervinara

Giovedì 30 marzo alle 17 e 30, la statua di Maria Santissima Addolorata sarà restituita a Cervinara. Alla fine di Gennaio ha lasciato l’abbazia di San Gennaro, alla frazione Ferrari, dove è custodita da oltre tre secoli, per essere sottoposta ad un delicato restauro.

Ad operare è la ditta Sullo di Castelvetere sul Calore ed in particolare la restauratrice, Ernestina Sullo. Il restauro ha interessato in particolare il manichino in legno, che è un pezzo unico e tutto intero ed il volto, al quale è stato restituito l’antico splendore, grazie ad un lavoro di sottrazione di stucco che mani incaute avevano posto su i lineamenti nel corso degli anni. E nel corso dell’intervento non sono mancate le sorprese. E’ stato scoperto, infatti, che la statua ha il bacino e gli arti snodabili. Questo vuol dire che, probabilmente, veniva fatta sedere e le veniva messo tra le braccia il Cristo morto. Una vera e propria pietà del settecento. La scoperta aggiunge maggiore suggestione a questa effige della Madonna che, nonostante, si trovi in una frazione è cara a tutti i cervinaresi anche a coloro che hanno lasciato il centro caudino.

E la statua torna a casa proprio alla vigile del settennato della Passione. L’immagine della Madonna, infatti, viene portata in processione due volte all’anno. In forma solenne la prima domenica di settembre, attraverso un percorso che tocca in lungo e largo Cervinara ed in forma, diciamo ridotto, il venerdì di passione, quello che precede la domenica delle palme. In questa occasione la processione interessa solo la frazione di Ferrari ma è comunque seguita dall’intera popolazione che si concede una mattinata di festa, pur non essendo girono rosso sul calendario. Maria santissima Addolorata fa parte del cosiddetto ciclo delle desolate spagnole che, tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700, si diffusero in tutti i paesi di influenza degli iberici. Ad attendere la statua della Madonna, giovedì ci saranno tantissimi fedeli, con in prima fila l’abate, Alfonso Lapati, sacerdote dai profondi legami mariani.

Fonte: Retesei

lunedì 27 marzo 2006. Letture: 2464.


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