Società - Cervinara. Una struttura intitolata ad Antonio Sacco, la più giovane delle vittime di Marcinelle

Foto Cervinara

CERVINARA – “L’Italia può esportare dei lavoratori, ma non degli schiavi”. Con questa frase, estrapolata da un editoriale del 9 agosto 1956, il Corriere della Sera commentava la tragedia di Marcinelle. Nell’inferno del Bois du Cazier belga, nel distretto minerario di Charleroi, la mattina dell’8 agosto di cinquant’anni fa persero la vita 262 persone, di cui 136 italiani. Il nostro paese pagò il tributo più pesante in termini di vite umane, e non c’era da meravigliarsi visto che la colonia tricolore era numerosissima.
Emigrati provenienti soprattutto dalle regioni meridionali, partiti alla volta del Belgio con i treni della disperazione in partenza da Milano. Una delle pagine più nere dell’emigrazione nostrana, costellata da tante belle pagine ma anche da immani tragedia. Quella di Marcinelle è uno dei più grande disastri minerari dell’emigrazione italiana, secondo solo a quello americano di Monongah, in West Virginia. A cinquant’anni di distanza, una serie di iniziative lo ricorderanno. E quella organizzata dal comune di Manoppello, in provincia di Pescara, interessa da vicino Cervinara. L’amministrazione comunale abruzzese ha infatti deciso di intitolare una struttura di accoglienza del paese ad Antonio Sacco, morto a soli 16 anni nell’incendio del Pozzo 1, a 975 metri di profondità. La vittima più giovane di quella tragedia, e a cui il comune di Manoppello vuole rendere il proprio tributo. Invitati decine di sindaci dei comuni che hanno visto propri abitanti tra le vittime. La delegazione cervinarese vedrà la presenza del primo cittadino Franco Cioffi e del vicesindaco e delegato alle politiche giovanili Orazio Perrotta. Sarà una presenza in veste ufficiale, con tanto di fascia tricolore e di gonfalone con lo stemma della città. Il programma prevede un convegno domani pomeriggio alle 17 con l’inaugurazione della struttura intitolata ad Antonio Sacco, e sabato mattina alle 9,30 un consiglio comunale straordinario con tutti i sindaci.
A Cervinara oggi ci sono soltanto dei parenti lontani dello sfortunato ragazzo emigrato per cercare fortuna e che invece trovò la morte. La famiglia è infatti rimasta in Belgio, e qualche esponente potrebbe presenziare alla due giorni abruzzese.
Per ricordare questo figlio d’Irpinia morto insieme a tanti suoi connazionali.
Giovanbattista Lanzilli
Fonte: Ottopagine

venerdì 3 marzo 2006. Letture: 2751.


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