Società - Moiano. “I Testimoni del Risorto” è il tema scelto per il presepe della parrocchia di San Vito Martire

Foto Moiano

Quest’anno sul Presepe ne abbiamo sentite davvero di tutti i colori La rappresentazione della nascita di Gesù è stata oggetto di attacchi e di polemiche neanche si trattasse di un feroce criminale. Mentre, se si conoscesse bene la storia si dovrebbe sapere che non c’è nulla di più ecumenico ed universale.

E, davvero per quanti sforzi facciamo, non riusciamo a capire chi mai si potrebbe offendere nel guardare una capanna, una stella cometa, due genitori che vegliano un bambino appena nato. Per i credenti in Cristo, il Presepe è una rappresentazione religiosa ma, per chi non crede o crede in altri riti, dovrebbe essere vista come una straordinaria forma di arte che, nel corso dei secoli, ha assunto una propria autonomia rispetto alla scultura,alla pittura ed anche al teatro,di cui è certamente figlia.

Tutti i presepi sono pieni zeppi di anacronismi. Basta, per esempio, dare uno sguardo a quello della tradizione partenopea. In quelle rappresentazioni, spesso Betlemme, si trasforma in uno scorcio di Napoli della metà del settecento. Ma questi anacronismi, queste falsificazioni vengono compiute sempre a fin di bene. Si tratta di un modo per rendere comprensibile ed attuale il messaggio, traducendolo in simboli e figure in cui tutti ci possiamo riconoscere. Quest’anno ad esempio, gli artigiani di San Gregorio Armeno hanno fabbricato le statuine di Zidane che colpisce con la testa Materazzi e di Cannavaro. Perché il presepe è una cosa religiosa ma e anche teatro. Non è solo spiritualità ma anche arte e cultura, come ha sottolineato qualche giorno fa papa Benedetto sedicesimo.

Fa così parte della nostra tradizione che anche un non credente come il presidente della camere dei deputati, Fausto Bertinotti, ne ha fatto allestire uno a Montecitorio. E poi dietro ad ogni allestimento presepiale, piccolo o grande, domestico e pubblico, c’è la passione, la cura, la dedizione, la devozione di cui lo assembla. A volte si comincia per divertimento ma quando si è bravi, quegli sforzi e quei sacrifici si trasformano in qualcosa di importante di veramente importante.

Come è avvenuto per quello che da 27 anni viene allestito davanti alla chiesa di San Vito a Luzzano di Moiano. Si tratta del presepe più importante che viene allestito in tutto il Sannio. Lo scorso anno è stato visitato dal presidente della provincia di Benevento, Carmine Nardone, il quale, appena l’ ha visto, ha capito che doveva trasformarsi in qualcosa di stabile ed, infatti, proprio a Luzzano verrà creato un museo del presepe.

Ma in attesa che il progetto si concretizzi, il team di artigiani guidati da Angeloantonio Amoriello anche quest’anno ha dato vita ad una straordinaria rappresentazione che abbiamo filmato in esclusiva, come oramai facciamo da diversi anni anche per rendere omaggio allo straordinario lavoro di questi artisti. Il presepe della parrocchia di San Vito Martire aprirà, ufficialmente ai visitatori la notte della vigila di Natale e potrà essere ammirato sino a marzo.
E, come queste immagini dimostrano, vale davvero la pena recarsi a Luzzano, pensate che ci sono oltre 400 figuranti di una grandezza che varia da 30 ai 40 centimetri. Le statuine non vengono comprate ma sono costruite una ad una. Molte di loro sono anche semoventi. La scenografia è stata effettuata con il tufo tagliato.
Si tratta di vere e proprio costruzioni in miniatura. Una grandissima attenzione viene dedicata anche al gioco di luci e alla musica di sottofondo. In modo tale che il visitatore si trova proiettato in una dimensione che va al di là dello spazio e del tempo.
Insomma un’opera curata anche nei minimi particolari e per realizzarla sono necessari diversi mesi che vengono sottratti al lavoro e alla famiglia. Ed anche quest’anno come è tradizione, alla rappresentazione è stato dato un tema religioso.
Questa volta è stato scelto quello dei testimoni del risorto. Ossia, oltre alla classica rappresentazione della natività, sono state allestite scene che ripercorrono la passione di Cristo, la sua resurrezione ma anche i martiri dei primi santi.
Insomma una vera e propria opera d’arte che non offende ma che, anzi, gratifica chiunque vorrà vederla di persona.

Fonte: Retesei

venerdì 22 dicembre 2006. Letture: 2992.


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