Società - Montesarchio. Il liceo Fermi celebra la giornata della Memoria

Foto Montesarchio

Il 27 gennaio del 1945 le truppe sovietiche entrarono nel campo di sterminio di Auschwitz, svelando al mondo che aveva finto di non sapere uno dei più grandi orrori che l’uomo abbia mai potuto concepire contro i propri simili.

Prende il nome di soluzione finale il folle piano di Adolf Hitler per sterminare tutti gli ebrei che si trovavano nei territori occupati dalla Germania nazista. Si calcola che furono sei milioni gli ebrei che furono trucidati in campi che diventarono una sorta di catena di montaggio della morte. Furono uccisi da persone che poi tornavano tranquillamente a casa e magari accarezzavano anche i propri figli. Una filosofa ha chiamato questa follia la banalità del male. A 62 anni di distanza da quel 27 gennaio è dovere di tutti tramandare quell’orrore, ricordarlo ai giovani perché tutto questo non avvenga mai più. Primo Levi, temeva che un giorno le cose che lui raccontava potessero non essere più credute. E, purtroppo, in giro per il mondo ci sono tanti negazionisti, ossia, persone che affermano che le vicende dello sterminio siano state inventate dagli stessi ebrei. Pochi mesi fa in Iran c’è stato addirittura un congresso mondiale di questi manipolatori della storia. E le tristi parole di Primo Levi tornano drammaticamente di attualità. Ha fatto bene il presidente della repubblica, Napolitano, che nel celebrare la giornata della memoria si è scagliato contro l’antisemitismo ma anche l’antisionismo perché negare il principio di sopravvivenza dello stato di Israele e come mettere la basi per un nuovo olocausto. La scuola può fare molto su questo versante, raccontando ai giovani quello che è esattamente avvenuto in Europa ma anche nella nostra Italia nel corso della seconda guerra mondiale. In tutte le scuole oggi si è celebrata la giornata della Memoria. Ogni istituto ha inteso elaborarla in modo autonomo. Un esempio in questo senso arriva dal Liceo Fermi di Montesarchio dove due insegnanti, Doria e Ruggiero, hanno offerto a tutti gli studenti una drammatizzazione dell’olocausto mettendo in scena una piece dal titolo: l’infinito metro della storia. Un modo per capire cosa è avvenuto in quegli anni facendo sentire i ragazzi protagonisti.

Fonte: Retesei

sabato 27 gennaio 2007. Letture: 1980.


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