Società - San Martino VC. Gli eredi di Peppone e don Camillo si danno battaglia intorno al monumento

Foto San Martino Valle Caudina

Non si trova nella bassa padana. Non ha il Po che gli scorre a fianco ed i suoi cittadini quando parlano non hanno il famoso strascico emiliano. Ma da qualche tempo, San Martino Valle Caudina sembra proprio Brescello, il famoso paese in provincia di Reggio Emilia dove Giovanni Guareschi ambientò le avventure di Peppone e don Camillo.

Domani sera nella sala Unicef del piccolo centro caudino si svolgerà, organizzato da sinistra democratica per il socialismo, un dibattito dal tema: Aborto e Laicità dello stato. Un tema importante sul quale dibatteranno, oltre ai dirigenti locali del partito di Mussi, la professoressa Carla Perugini e l’onorevole Katia Canotti. Un dibattito che a San Martino è scaturito da fatti prettamente locali.
Verso la metà del mese di agosto, la giunta comunale ha assegnato un lotto di terreno nel cimitero al parroco monsignor Ugo Della Camera. Il parroco ha richiesto l’assegnazione del lotto per realizzare un monumento ai bambini mai nati, quindi, anche a quelli vittime dell’aborto. Il fatto sembrava essere passato in sordina. Monsignor Della Camera aveva anche organizzato una raccolta di fondi, predicando dall’altare il progetto, ma nessuno si era levato a difendere la laicità dello stato o a difendere la legge 194. Poi la notizia era stata ripresa da nostro telegiornale ed il nostro direttore l’aveva riportata con articolo su Il Mattino. Potenza dei media, da allora San Martino si è trasformato in Brescello.
Ad onore del vero monsignor Della Camera, come è suo stile, non sta prendendo parte alla disputa dalla quale, però, non si sottraggono gli eredi della Dc da una parte e quelli del Pci, dall’altra. L’alfiere del biancofiore democristiano è l’assessore alle politiche sociali, Pasquale Pisaniello mentre l’onore di bandiera rossa è difeso da Luigi Pedoto e Pino Mauriello. Una curiosità, i tre sino al mese di Luglio facevano parte della stessa giunta. Poi Pedoto e Mauriello sono stati revocati dal sindaco Ricci perché, intanto avevano lasciato i diesse per aderire al partito di Mussi che non ha propri elementi eletti in consiglio comunale. E la disputa non sembra continua.
Domani è in programma il convegno ma martedì due ottobre il monumento dovrebbe essere inaugurato. Insomma per gli eredi di Peppone e don Camillo sembrano ci siano tutti i presupposti per tornare ad una contesa che dovrebbe essere consegnata agli archivi della storia ma, invece, è ben presente in tutte le nostre comunità.

Fonte: Retesei

martedì 25 settembre 2007. Letture: 2191.


Commenti

  1. Sampei ha detto:

    Il tono scherzoso dei “giornalisti” di retesei su un tema cosi’ delicato e’ qualcosa di vergognoso.

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