Società - San Martino V.C. Un paese in declino?

Riceviamo e pubblichiamo questa “lettera aperta” inviata da un visitatore di San Martino al nostro guestbook che rappresenta bene – forse con un tono un po’ pessimista – quella che è una situazione di disagio molto comune per i giovani della Valle Caudina

Ogni volta che c’erano le elezioni mio nonno andava davanti al seggio per aspettare lo spoglio delle schede. Se il suo partito non riusciva ad avere i consensi, che secondo lui meritava, ritornava a casa con il broncio.

Ogni volta che ci sono le elezioni, io resto a casa, e spesso non vado neanche a votare. Se c’è lo spoglio, cerco in tutti i modi di non passare davanti alle scuole, perché, forse voi non lo sapete, ma è l’unico giorno in cui c’è tanto di quel casino che non si riesce a passare senza bestemmiare. Le persone, i sammartinesi, attraversano senza guardare la strada…poi se li investi sono cazzi amari. Questo ovviamente dipende sempre da chi investe chi…

Ritornando alla politica.
Ho letto gli ultimi articoli riferiti a San Martino. Alle prossime elezioni io, molto probabilmente, non ci sarò. Non perché sarò in vacanza, ma perché mi ritroverò come centinaia di ragazzi della mia età a girovagare l’Italia nella speranza di trovare un lavoro. Un misero lavoro per iniziare una misera vita. Se avrò la botta di culo, forse, mi potrò permettere una bella casa con una bella auto. Situazione alquanto difficile, visto come stanno andando le cose…

Negli ultimi anni, quindi non mi riferisco all’ultimo mandato, non ho notato nessun miglioramento a San Martino. Il parcheggio che c’era sul corso oggi non c’è più, la manifestazione San Martino Arte non si capisce che fine ha fatto, i marciapiedi di via Carlo del Balzo fra poco saranno, per l’ennesima volta, ricostruiti, la Sala Unicef (Casa Ex Eca) dopo varie modifiche adesso è ritornata come prima, con la stessa struttura creata quando fu realmente utilizzata per il paese. La guardia medica fra poco la mettono a Montesarchio visto che la spostano in continuazione.

Invito tutti i visitatori di questo sito a farsi una passeggiata nel mio paese. Arrivati sul corso, per obbligo, dovete girare a destra (non ci fate caso se per alcuni sammartinesi è solo un invito che spesso violano, voi non lo fate…) poi vi fate una bella salita, “la cuparella”, arrivati alla sommità girate a sinistra. Davanti a voi si presenta lo scempio del paese. Il Palazzo Cenci Bolognetti. Uno, permettetemelo di dire, dei simboli del potere sammartinese dell’800. Non perdete tempo, non rimandate questa visita, questo palazzo antico (per molti “vecchio”) fra poco non ci sarà più! Dopo tante trattative non è stato ancora comprato dal Comune. Io posso capire molto bene quale siano le difficoltà di un consiglio comunale nel prendere delle decisioni così importanti, ma quello che non capisco è come mai, ad ogni comizio pre elettorale questo palazzo venga preso in considerazione da qualsiasi esponente e poi puntualmente nessuno decide di riscattarlo. Molti di voi non lo sanno, forse non lo sa neanche il Comune, ma uno dei loro compiti è “espropriare beni mobili ed immobili di interesse storico o artistico”. Sono sicuro che alle prossime elezioni qualcuno preparerà un ulteriore discorso sull’acquisizione di tale edificio.

Altre cose che non vanno??? Vi accontento subito: la pavimentazione di Via San Sommano, quando c’è la brina diventa scivolosa, per chi non la conosce è una strada tutta in salita (o in discesa, dipende dai punti di vista); poi c’è via Murillo il miglior luogo per farsi una canna o altro senza essere disturbati, vista la poca illuminazione; lo spazio scenico che cade a pezzi e che è disponibile per le manifestazioni organizzate solo da poche persone “intime”; il marciapiede del corso, che diventa all’improvviso parte integrante di un incrocio all’altezza dell’ufficio postale. Un velo pietoso lo caliamo sulle strade delle “palazzine”: luogo amato dai politici per i loro comizi, ma mai preso in considerazione per le manutenzioni. L’amministrazione ha dato uno degli edifici più grandi del paese, la Sala Unicef, all’Associazione per Anziani Melina Pignatelli, lasciando all’aperto la Pro Loco, che ha dato lustro per lunghi anni al paese. Non parliamo della Biblioteca… non ne posso parlare… non so dove si trovi!!! Una volta ho assistito all’inaugurazione, era la prima porta del Comune partendo da sinistra, adesso ho visto che il sito delle biblioteche italiane la porta presso la Sala Unicef ma non c’è, forse non ci sono più neanche i libri. Mi vien da chiedere se qualcuno abbia mai fatto un inventario dei libri custoditi.
Un palazzo storico venduto ai privati, con tanto di PRESEPE fatto creare per la Mostra Presepiale dalla Pro Loco.

Adesso basta gettare fango sul paese. Voglio concludere con qualcosa di positivo per non far credere che sono quello che offende il paese pubblicamente attraverso internet. Uso questo guest perché non ho un sito e perché non ho più speranze per restare in questa terra.
Qualche settimana fa è venuto Mancino per una conferenza. Grazie a Mancino di certo non avremo l’asse Paolisi-Pianodardine, ma abbiamo avuto, nel nostro piccolo, la riparazione della buca in via Matteotti (in piena curva) e la riapertura del corso, chiuso per una manutenzione.
Visto che il guest da la passibilità di lasciare anche un’immagine, sperando di non aver preso troppo spazio, vi lascio con l’immagine che mi viene in mente quando penso a San Martino e al suo, al nostro futuro.

Il Nipote di Bruto

mercoledì 14 dicembre 2005. Letture: 4416.


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