Società - Sant’Agata de’ Goti. Istituito il Comitato Antimobbing

(p.p.) Si è tenuta presso Palazzo San Francesco, sede della Casa comunale di Sant’Agata de’ Goti, la riunione di insediamento del Comitato Paritetico Antimobbing, istituito dalla Giunta Comunale in ossequio al disposto dell’art. 8 del vigente Contratto Collettivo di Lavoro per il Pubblico Impiego, al principio di pari dignità negli ambienti di lavoro tra uomini e donne sancito nella normativa europea ed al principio di eguaglianza sostanziale costituzionalmente garantito.

“Il Comitato – si legge in una nota giunta dal Comune – nasce con una duplice funzione che è quella non solo di verificare eventuali situazioni di disagio lesive della dignità del lavoratore, ma anche di promuovere all’interno dell’Ente politiche attive di prevenzione del mobbing”. La natura paritetica del Comitato è garantita dalla designazione di sei membri effettivi, dei quali tre di parte datoriale e tre di nomina sindacale, oltre i membri supplenti.

Motore dell’iniziativa è stata la nuova sensibilità politica, come riferisce l’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Sant’Agata de’Goti Agata Piccoli, componente del Comitato, “…l’acquisita consapevolezza che situazioni di disagio lavorativo riguardano anche le Pubbliche Amministrazioni non più estranee, come pure per lungo tempo si è erroneamente ritenuto, a fenomeni di mobbing, se consideriamo che i più recenti studi effettuati dall’ISPESL parlano di circa 1.500.000 mobbizzati dei quali oltre il 50% nel settore del pubblico impiego…”. A livello locale non risultano episodi rilevanti di mobbing, anche se va oggettivamente considerato che il fenomeno nella nostre realtà, che poi riflette la situazione nazionale, è ancora poco conosciuto e, comunque, si tende a sottovalutarlo. A tal proposito, il neo comitato insidiatosi presso il Comune di sant’Agata de’ Goti siè già posto degli obiettivi precisi.

Tra i primi compiti del Comitato, pertanto, si prevede la redazione di un vademecum, un opuscolo informativo da distribuire ai dipendenti che spieghi cos’è il mobbing, come lo si riconosce sgombrando il campo anche da facili travisamenti, come lo si affronta ricorrendone i presupposti, sia in via soggettiva sia per il tramite delle strutture amministrative. “Dopo la preliminare definizione di un regolamento interno – ha precisato l’assessore Piccoli – che fissi le modalità operative del Comitato stesso per l’espletamento delle funzioni istituzionalmente ad esso affidate, si passerà alla stesura di un Codice di Condotta, che sarà poi sottoposto all’approvazione della Giunta e, quindi, messo a disposizione del personale tutto. Il Codice, fissate le varie tipologie di mobbing, dovrà, tra l’altro, definire l’ambito di applicazione, le responsabilità dell’applicazione stessa, le procedure informali da seguire in caso di segnalazione, e formali in caso di denuncia, e potrà altresì prevedere, ove lo si ritenga opportuno, anche la costituzione di un Gruppo di Esperti, composto ad esempio da uno psicologo, un avvocato, un tecnico ex D.Lgs. 626/92 e successive modifiche, nonché un funzionario amministrativo”.

Tra le altre cose, è stato anche ipotizzato, come ha tenuto a sottolineare l’Assessore Piccoli, anche “…all’istituzione presso gli Uffici Comunali di uno Sportello di Ascolto, già operativo in molte realtà, aperto alla generalità dei dipendenti, pubblici e privati, sia al fine di filtrare le segnalazioni di mobbing, sia al fine di supportare, nei casi oggettivamente riscontrati, i soggetti colpiti indirizzandoli presso le strutture più idonee a seconda delle dimensioni del problema (servizi sociali, …)…”. Si tratta senza dubbi di una ulteriore iniziativa, una ulteriore funzione di monitoraggio del fenomeno nella realtà locale che lo Sportello di Ascolto andrà innegabilmente ad assolvere.

fonte: Il Sannio Quotidiano

lunedì 31 ottobre 2005. Letture: 3164.


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